BloodBorne

bloodborne cover

Eccomi qui a Yharnam, città cupa, decadente e tetra, rappresentazione fisica delle mie stesse paure, incubo degli incubi.
Proseguo tra sangue e strade oscure, il fuoco delle mie pistole serve a far luce nel terrore che mi circonda. Sono solo? In realtà esserlo sarebbe la migliore delle mie speranze…

Benvenuti a Yharnam, luogo che esplorete inizialmente in BloodBorne ultima fatica dei From Studios, creatori di Demon’s Souls e Dark Souls. Questo nuovo action rpg prende parecchio dai genitori “spirituali” ma se ne discosta anche in modo abbastanza
marcato e nelle successive righe cercherò di spiegarvi il perchè.
Partendo dal principio BloodBorne è un action rpg con visuale alle spalle del vostro avatar (personalizzabile ad inizio avventura, appartenente ad un’unica classe ma con possibilità di scelta del passato che incide sulle sue caratteristiche principali), ruotabile, che si svolge in un mondo fantasy dal fascino “ottocentesco”. Con i predecessori condivide un livello di sfida abbastanza elevato se non palesemente insormontabile (per molti, almeno all’inizio), bloodborne-22_jpg_1400x0_q85dove la passione e il convolgimento emotivo spingono ad andare avanti, passo dopo passo e scontro dopo scontro, per le vie di Yharnam; mentre l’abbandono da “frustrazione”
resta uno spettro costantemente presente alle vostre spalle. Come nei precedenti giochi dei From Software anche qui la morte, in seguito ad una battaglia o ad un errore, porta a perdere quanti echi del sangue (tipo anime) accumulati sino a quel punto e vi costringerà a
raggiungere nuovamente il luogo del decesso per recuperare quanto lasciato; o a soccombere provandoci (perdendo irrimediabilmente quello che avevate perso la prima volta).
Rispetto al passato BloodBorne presenta un’innovazione nel sistema di combattimento, dove dovrete dimostrare sempre abilità nello schivare gli assalti nemici, contrattaccare e intelligenza sfruttando le contromosse adeguate allo stile d’assalto dei mostri.
In questo gioco gli scudi e le armature perdono importanza in favore delle armi da fuoco, quasi inutili a livello di danno ma indispensabili per “gestire” le orde bestiali che vi troverete ad affrontare, in quanto sono utilissime per bloccare attacchi e stordire. In BloodBorne non esiste nemmeno la magia d’attacco, grossa novità rispetto a Demon’s e Dark Souls.
All’aumento di livello di esperienza si può migliorare una caratteristica del proprio eroe per renderlo più possibile affine al vostro stile di gioco. Come sempre la vitalità è legata agli Hp, la Resistenza incide sulla stamina per le acrobazie, la Forza e l’Abilità
modificano i parametri delle armi primarie, Tinta del Sangue (novità) è associata alle armi da fuoco a distanza, mentre Arcano migliora delle skill legate ad armamenti particolari e altro. L’eroe può essere migliorato anche mediante l’uso di rune (che si trovano
avanzando nella trama), queste applicano bonus passivi e costanti aumentando le vostre possibilità di sopravvivenza e non solo.
bloodborne-15_jpg_1400x0_q85Diversamente che negli altri titoli di From Software qui non si può “migliorare” l’equipaggiamento indossabile (gli abiti per intenderci), ma solo le armi mediante un sistema di materiali recuperabili e di gemme. A seconda del livello di potenziamento dell’arma si possono applicare più gemme, conferendole diversi bonus, ma la vera nota positiva è che esse possono essere tolte a piacere senza andar perse o perdere l’arma.
Tutto il mondo di BloodBorne, mix tra open world e istance, ruota attorno al Sogno del Cacciatore, una specie di zona franca (simile al Nexus di Demon’s Souls) legata a tutte le zone sbloccate del mondo e alle lanterne accese (i vecchi falò). Come sempre sarete
chiamati a esplorare le zone più volte per sbloccarne tutti i passaggi rendendo i viaggi sempre meno complicati e pericolosi, arrivando però anche ad affrontare nuovi nemici e boss. Proseguendo nella trama vi capiterà di recuperare dei Calici, questi oggetti
sono delle “chiavi” per aprire dungeon secondari nel Sogno del Cacciatore, ognuno di questi “sotterranei” contiene nemici e boss alternativi e nonostante siano facoltativi sono utilissimi per migliorare il proprio eroe sia come equipaggiamento che come livello.
Tecnicamente BloodBorne lascia a bocca aperta per le ambientazioni, intese sia come level design che come scelta stilistica, così come per i modelli dei nemici (di tutte le taglie) e gli effetti delle armi. Anche il comparto audio è molto ben riuscito, con musiche
bloodborne-10_jpg_1400x0_q85d’atmosfera, effetti “dark” al punto giusto e suoni e voci molto azzeccate. Il gameplay è solido, soprattutto se vi piace il genere, e si basa sull’abilità del giocatore di padroneggiare al meglio il proprio stile di gioco. Se volete non un consiglio esplorate bene
il mondo di BloodBorne percè troverete molte informazioni e consigli esplorando a fondo le aree di gioco. Mentre la longevità è fuori discussione, già la campagna singola risulta lunga, i dungeon legati ai calici aumentano ulteriormente la lunghezza del gioco e infine arrivati all’End Game si sblocca immediatamente la modalità New Game Plus che ne incrementa la difficoltà.
Purtroppo il titolo non è esente da difetti come alcuni cali di frame rate, e purtroppo i caricamente decisamente lunghi nei vari passaggi dalle aree di gioco al Sogno del Cacciatore e al contrario. Questo “impiccio” è quasi snervante in fase di morte (situazione frustrante dato che in un titolo del genere è “facilissimo” morire).
Nonostante questi difetti consiglio BloodBorne a chi ha apprezzato i due Dark Souls e Demon’s Souls, agli altri giocatori posso solo dire di provarne prima la demo, data la difficoltà del gioco infatti non lo reputo adatto a tutti.

DISPONIBILITA': ESCLUSIVA PLAYSTATION 4

VOTO: 8,8

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