GT ACADEMY – DAY 3
Questa mattina tutti si aspettano qualcosa di diverso (guidare?), ma anche stavolta non sarà così. Infatti ci attende un’ulteriore mattinata di test fisici, stavolta accompagnati da un nuovo istruttore chiamato per l’occasione. E’ un ex marine, e anche se non fosse vero, l’aspetto c’è tutto, visto il fisico che si ritrova a un’età di circa 50 anni. La prima sfida: guidati da un segnale acustico, bisogna correre avanti e indietro tra due linee distanti 20 metri. Si parte piano, poi si accelera sempre di più, finchè non si riesce più ad andare a tempo, l’ultimo che rimane in gara è il vincitore. Ancora una volta Giacomo dimostra di essere in forma cogliendo un ottimo secondo posto, mentre io prendo il mio solito posto nella seconda metà della classifica, e Luca un po’ più indietro.

Dopo mezz’ora di pausa (…capirai…) ci attende un percorso di guerra preparato appositamente per l’occasione. Un km di corsa su asfalto, con alcuni saliscendi poiché ricavato all’interno del circuito di handling della porsche, poi 600 metri di corsa su strada sterrata (sì, con fango e qualche pozzanghera, ergo maglietta scarpe e calzini da buttare), poi 200 metri di corsa in 50-60 cm d’acqua (che io ho fatto camminando), passaggio sotto una rete posta sopra una pozza d’acqua, prendere in mano una tanica con qualche litro d’acqua all’interno e arrampicarsi con l’aiuto di una fune su per una salita parecchio ripida, e infine il “muro” di soldato palla di lardo in full metal jacket (anche se corredato da una rete per arrampicarsi meglio), dove con somma soddisfazione ho sorpassato 3 o 4 avversari che non riuscivano ad arrivare in cima, chiudendo attorno alla 9-10 posizione. Giacomo ha nuovamente ben figurato finendo quarto, e nuovamente Luca è rimasto attardato nelle retrovie. Sì, siamo soddisfatti, finalmente abbiamo concluso i test fisici, questa due giorni ci ha massacrato nel fisico, ma la nostra voglia di guidare è rimasta intatta e anzi, ne è uscita rafforzata!

Il pomeriggio ci riserva delle sorprese. Prima, il pranzo al BRDC, British Racing Driver Club, un club dove per essere ammessi bisogna essere piloti inglesi (di un certo calibro) oppure essere Michael Schumacher o Ayrton Senna. Una location piuttosto esclusiva, ed è qui che pranziamo e successivamente facciamo conoscenza con Johnny Herbert, che ci racconta un po’ di aneddoti della sua carriera e ci dispensa consigli, dimostrandosi una persona alquanto alla mano, disponibile e sempre pronta allo scherzo; sarà membro ad honorem della giuria e ci seguirà dunque per tutto il week end. Il pomeriggio si chiude con una conferenza stampa a gruppi di 3, in inglese, nella stessa sala in cui si tiene la conferenza stampa della F1. Nell’attesa di entrare in conferenza stampa aspettiamo nella cosiddetta “champions room”, ovvero la sala a cui hanno accesso nel dopo gara solo i primi 3 piloti, per rinfrescarsi e bere qualcosa, dopo la cerimonia del podio, dalla quale si ha una bella visuale del rettilineo dei box e delle tribune.




Nella sera vengono comunicate le prime eliminazioni, e purtroppo per me sono fra questi, ma ciò non mi turba poiché mi viene comunicato che guiderò comunque tutte le auto che i partecipanti ancora in gara utilizzeranno, insomma sono eliminato solo per quanto riguarda la vittoria finale, ma non dalle attività. Luca e Giacomo invece si qualificano (Luca con mia e sua stessa sorpresa, visto che in tutti i test fisici mi era finito dietro, ma alla fine è stato meglio così viste le sue indubbie capacità di guida).
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