GT ACADEMY – DAY 1
Il primo pensiero dopo il risveglio è una bella colazione, e quando dico bella e intendo “sostanziosa”, non posso certo intenderlo nel senso inglese del termine. Ho visto cose che voi umani…beh in sintesi cosa ne pensate di una bella ciotola di yogurt con dei cereali (e fin qui ok), accompagnati da un piattone comprendente pane tostato, burro, salsiccia, pancetta, uova pasticciate e a condire il tutto una buona dose di fagioli? Beh questo è quanto ho visto con i miei occhi mangiare con soddisfazione uno dei miei colleghi inglesi…
Ore 8, si inizia a fare sul serio. Nel briefing, dopo un breve discorso di Kazunori Yamauchi, ci vengono presentati i giudici che decreteranno i vincitori, Mike, psicologo, cercherà di capire le attitudini e i punti deboli di ognuno di noi, oltre a darci dei suggerimenti su come gestire la pressione; Elliot seguirà e giudicherà la nostra resistenza alla fatica con una serie di prove decisamente impegnative; Rob Barff, pilota di Le Mans ma non solo, responsabile della parte “guidata” di questa GT Academy…se non sappiamo guidare beh, ce lo dirà lui; per finire Steve Deeks, ex pilota e presentatore, capeggerà la giuria. Per iniziare, un test scritto con domande riguardanti Silverstone (nomi delle curve), caratteristiche tecniche della gtr, e altre domande sulle auto in generale. Tutto molto bello, se non fosse che in certi casi la traduzione (ci è stata data una copia in italiano) cambiava totalmente il senso della frase.
Ad ogni modo, ecco il programma della giornata: Trasferimento al circuito e visite mediche presso il Porsche Performance Center, dove verranno eseguiti test della vista, dei riflessi, visione periferica, elettrocardiogramma, una normale visita di tipo generico dal medico del circuito, e per finire test delle urine, misura della massa grassa, test di massimo sforzo alla cyclette e misura della “stretta” delle mani. Suona strano, ma si misura anche quello, in kg, e la media è stata sui circa 45-50kg.

(nella foto, la persona in camicia rosa al centro è un certo Kazunori Yamauchi)
Pranzo al circuito, a base di salmone, pollo e qualche dolcetto niente male (poi scopriremo che a pranzo il cibo sarà quasi sempre lo stesso…) e poi, dopo averci consegnato tute da pilota personalizzate con nome e bandiera, guanti e casco, sessione di foto, riprese e interviste (rigorosamente in inglese). Poi, quasi insperato, il primo contatto con qualcosa che abbia quattro ruote. Ci troviamo nella parte sud del circuito, pochi metri dopo la curva Stowe, conosciuta fra le altre cose perché è stata luogo dell’incidente che ha causato la frattura delle gambe di Michael Schumacher. Ci è stato preparato un percorso con dei coni, prima un breve sinistra destra, un curvone a sinistra e successivo allargamento di traiettoria a destra, ulteriore curva a sinistra di 90°, un rettilineo inframezzato da una chicane veloce, staccata violenta da circa 120 kmh a 30, tornante a sinistra e traguardo.

Il percorso ci viene mostrato portandoci a spasso da 2 istruttori a bordo di una Caterham, che per chi non la conoscesse è questa bestia qui: CATERMAN 150 cv circa, ma su 500kg, la fanno diventare un’arma illegale nel misto stretto, non serve neanche dire che tutto ciò unito a un pilota esperto diventa un’esperienza mistica, fatta di traversi, vento in faccia e ruote fumanti! Poi tocca a noi, 2 round cronometrati a bordo di una 350z inglese. Dico inglese non perché sono razzista, ma perché significa guida a destra, ovvero cambiare marcia con la mano sinistra e percezione degli ingombri sfalsata. Inutile dire che gli inglesi sono un pochettino più a loro agio, ma tant’è, noi italiani non sfiguriamo e con un tempo attorno ai 40-41 secondi ci portiamo nella prima metà della classifica. Nell’occasione vista la voglia di far bene o semplicemente poca conoscenza del mezzo alcuni si sbizzarriscono in delle sfrizionate al limite del pianto, che causano la morte di ben 2 frizioni, per cui si rende necessaria da parte degli organizzatori una bella strigliata a tutti i partecipanti. In serata scopriamo che due dei partecipanti non hanno passato le visite mediche, un tedesco e un olandese, e pertanto non potranno più guidare le auto in pista, ma si limiteranno a guardare. Non vorrei essere nei loro panni. Restiamo dunque in 20, e in serata ci viene comunicato che per l’indomani la partenza dall’albergo è prevista alle 6. Anche i pochi a cui era rimasta un minimo di voglia di andare a fare un bagno in piscina, prendono la via della camera.

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