Ratchet & Clank: Armi di Distruzione Quando ebbi la fortuna di giocare con il bellissimo Ratchet and Clank 3: up your arsenal, pensai che la famosa serie concepita da Insomniac, a cui la software house dedicò ogni sua risorsa per ben 5 anni, non avesse ormai nulla da dimostrare in quanto ogni elemento di gioco tipico della saga aveva raggiunto l’apice; era davvero impossibile chiedere di più ad un Ratchet and Clank. Trovai un sostegno alle mie convinzioni nella scelta della software house di concentrare i propri sforzi su Resistance: Fall of man, baluardo di lancio della Playstation 3, e sui seguiti già annunciati. Non potrete quindi stupirvi di quanta sorpresa abbia suscitato l’annuncio di Ratchet and Clank 4, avvenuto i primi di Marzo, considerate le precedenti dichiarazioni di Insomniac. Questo annuncio portava con sé anche alcune preoccupazioni poiché non sarebbe stato semplice proporre una evoluzione di un gameplay che già su Playstation 2 sembrava perfetto. Dopo 8 mesi, Ratchet and Clank future: Tools of destruction è fra noi, saranno riusciti ad inserire nuovi elementi alla formula che possano giustificare la scelta di inserire una termine così pericoloso come future nel titolo, anziché un più modesto reload?
 Tecnicamente parlando
Anche all’occhio più inesperto apparirà palese la genuinità tecnica di questo nuovo episodio, che pare sfruttare adeguatamente le capacità dell’architettura della Playstation 3. L’orgia di effetti visivi presenti su schermo, unita ad enorme numero di oggetti mossi dal motore grafico ed alla costante fluidità di sessanta fotogrammi al secondo, non possono che impressionare anche l’osservatore più scettico che non potrà che complimentarsi con i talentuosi programmatori. I personaggi principali sono estremamente curati in ogni dettaglio e, grazie al buon numero di poligoni sfruttato per comporli nonché ai filtri di ultima generazione utilizzati per arricchirli, mostrano grande espressività e risultano sorprendentemente prosperi di particolari(potrete notare le celle del materiale sintetico della tuta del capitano Qwark o i filamenti di pelo di Ratchet). Nonostante non abbiano ricevuto, per ovvi motivi, altrettanta cura nella lavorazione, anche i nemici più deboli riusciranno a colpire positivamente il giocatore, essendo anch’essi forti di un gran numero di effetti grafici di contorno che ne aumentano considerevolmente la qualità. Anche gli ambienti risultano eccezionali grazie alle ottime textures e agli shaders utilizzati per ricoprirne alcuni elementi e possono essere facilmente riconosciuti come punto di forza del titolo in questione che, inoltre, offre schermate pulitissime nelle quali rintraccerete con difficoltà imperfezioni come aliasing o altre pecche. C’è da dire che, nonostante non sia difficile scambiarlo per un cartone animato in Computer Grafica, vi sono alcuni piccoli difetti che non possono essere tralasciati; vi è una certa incostanza nella realizzazione della flora presente nei vari mondi, essendo alcune di esse ricoperte da filtri grafici di alto livello mentre altre risultano decisamente spoglie di particolari o caratterizzate da elementi in 2 dimensioni decisamente poco consoni al contesto tecnico.
Vi è inoltre da segnalare che, nonostante la presenza di esplosioni ed altri particolari effetti fantasticamente disegnati, l’acqua non si attesta certamente ai livelli del resto del costrutto mentre il fuoco si presenta con diverse vesti che variano di arma in arma, mostrando una qualità piuttosto incostante a conti fatti. Non fanno gridare al miracolo ma svolgono il loro compito senza intoppi illuminazione e fisica che, per via della natura platform del titolo stesso, non sono certamente fra i primi elementi da tenere a mente. Il reparto audio ricalca la filosofia intravista nei precedenti episodi(il titolo è quindi interamente doppiato e tradotto in lingua italiana) e riprende dagli antenati gli effetti sonori e le basi musicali(sebbene molte di esse siano state largamente modificate o remixate) e mantiene(ad esclusione di Ratchet) lo stesso cast di doppiaggio del terzo episodio; non ci troviamo certamente ai fasti di Heavenly sword sotto questo parametro ma non possiamo decisamente disdegnare un lavoro di alto livello sebbene non eccezionale.
Gameplay
E’ quasi incredibile pensare a quanto possano essersi evolute le meccaniche di gioco in questo nuovo episodio della serie, soprattutto tenendo a mente che il terzo capitolo sembrava esser la summa della filosofia della saga; eppure ci sono riusciti, Insomniac ha stupito proponendo una varietà d’azione rintracciabile, per ora, solamente in God of war II. Ratchet and Clank future: Tools of destruction rimane fondamentalmente quell’action sparatutto dalle tendenze platform che tanto abbiamo amato nella scorsa generazione, tuttavia ne sono stati ampliati notevolmente gli obbiettivi tramite un forte potenziamento della già presente vena piattaformica della serie, tramite pattinaggio su cornicioni o tubi e un uso decisamente più marcato dei gadget speciali rispetto ai precedenti episodi, ed ovviamente grazie all’introduzioni di numerose novità.

Fra queste novità sono assolutamente da segnalare intensissimi momenti di starshooting(decisamente più giocabili ed adrenalinici in confronto ai frustranti ed imprecisi combattimenti aerei del terzo episodio) nei quali dovremmo spedire nell’etere innumerevoli navicelle pirata e sfuggire al fuoco nemico oltre che ad enormi boss. Vi è inoltre una nuova risorsa chiamata raritanio che permetterà di potenziare le nostre armi, migliorandone le prestazioni e le caratteristiche parallelamente al vecchio metodo di aggiornamento che, come molti ricorderanno, veniva innescato a patto che l’equipaggiamento fosse utilizzato per un certo periodo di tempo. Sono stati introdotti anche dispositivi da combattimento particolarmente costosi, potenti e schizzati(ne è un esempio la disco ball che costringe tutti gli esseri viventi o robotici nella sua area d’azione a ballare sfrenatamente) che tuttavia esauriranno la propria efficacia una volta utilizzati e dovranno quindi essere acquistati nuovamente dall’apposito rifornitore.

La presenza di un gran numero di minigiochi estremamente vari, includenti anche l’uso delle peculiarità del Sixaxis, contribuiscono a completare ulteriormente l’esperienza che non potrà certo esser accusata di ripetitività. Sfortunatamente è da segnalare che la scelta di imprimere una simile intensità d’azione strutturale ha imposto una drastica riduzione della longevità rispetto ai predecessori . Ratchet 4 riuscirà comunque ad impegnarvi per almeno una decina di ore e, se sceglierete di portare a termine ogni compito secondario presente nel gioco, potreste toccare anche la trentina, tuttavia è innegabile che ci sia stata importante diminuzione della durata dell’avventura, dovuta anche ad un livello di difficoltà ulteriormente abbassato rispetto al passato.
Ci troviamo dinnanzi al miglior esponente della serie ed ad uno dei più grandi platform degli ultimi 10 anni. Gli sviluppatori hanno dimostrato che tramite delle ottime idee ed un lavoro eccellente non ci sarà mai limite a ciò che una serie potrà offrire nella sua vita, per quanto possa arridere sempre più alla tanto agoniata perfezione.
Grazie ad un aspetto audiovisivo grandioso ed alla adrenalinica e variegata giocabilità, Ratchet 4 vi terrà incollati allo schermo fino alla sua conclusione che spererete non giungerà mai.
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