Undici mesi non sono serviti per migliorare le cose. Ethan Thomas è diventato un pezzente: si ubriaca e si da al vagabondaggio mentre la sua mente vacilla sull’orlo della follia. La situazione psicopatica della città in cui vive è scivolata in un baratro senza fine, dove la violenza scorre a fiumi come il sangue stesso che la macchia. Il lavoro dell’ex-agente però, non è ancora finito, e viene richiamato in servizio dal team SCU, lo stesso che lo aveva cacciato per via degli avvenimenti durante le indagini sul famigerato Killer X. Se solo finissero quelle allucinazioni… vero Ethan? L’orrore non è ancora tramontato. Bentornati nella follia violenta del mondo di Condemned… 
TRAMA: Quella che potrebbe sembrare una trama semplice e che “sa di vecchio” (il classico eroe sbandato che torna in servizio, sconfigge i cattivi e torna nel bar a ubriacarsi in attesa di un ulteriore sequel), nasconde colpi di scena a dir poco geniali e, se vogliamo, quasi sconvolgenti. Il gioco comincia undici mesi dopo la fine degli eventi del suo predecessore. Ci troviamo davanti a un protagonista sbandato, alcolizzato e violento, ma che ancora una volta è l’unica risorsa per scoprire cosa si nasconde dietro agli omicidi seriali di una vecchia conoscenza che tanto ci ha fatto sudare nel corso degli eventi di Condemned: Criminal Origins. Il vero problema è che non si tratta di una vittima qualunque, ma di una persona che conosceva molto bene Ethan, un certo Malcolm Vanhorn, suo vecchio mentore, di cui si ha un’ultima registrazione vocale, che pronuncia lo stesso nome del protagonista… Qui comincia la nuova discesa verso il buio sadico della città, che vedrà Ethan affrontare combattimenti alla luce flebile di una pila con armi improvvisate, analisi di cadaveri ridotti a poltiglia nel modo più osceno e orrori di ogni sorta e violenza. Le sorprese non finiscono: lo scoppio di violenza che sta massacrando la città, pare avere una spiegazione. Ethan, con la vecchia collega Rosa, scopre che il male che si riversa sulla città, e non solo, sull’intero mondo, sia collegato a un’organizzazione chiamata “the Oro”… Secondo quanto scoperto i membri della setta lavorano con l’unico scopo di diffondere l’odio e la violenza nel mondo, e secondo Rosa sono i responsabili di ogni guerra e ingiustizia nel pianeta. “The Oro” è ovunque… Senza togliere altre sorprese ai giocatori, possiamo affermare che Condemned 2 vanta una trama spessa e coinvolgente, ricca di suspance e sorprese dietro ogni angolo. Un ottimo lavoro per quanto riguarda la storyline. 
LONGEVITA’ e COINVOLGIMENTO: Condemned 2 ha una lunghezza complessiva di circa 12 ore di buio, paura e sangue. Se volete mettere alla prova i vostri nervi e la vostra resistenza in ambienti scuri, sporchi e infestati, troverete sicuramente pane per i vostri denti. Lo stile narrativo che cattura, le sequenze filmate caratterizzate dal forte stile cinematografico(l’intero gioco ci ricorda lo stile di pellicole come Seven), permettono al giocatore di essere coinvolto appieno, lasciandolo tremare prima di girare un qualsiasi angolo… Il gioco quindi, risulta abbastanza longevo, nonostante il fattore determinante sia quanto tempo riuscite a giocarci senza che i vostri nervi crollino per la troppa violenza. Oltre alla modalità in single-player, questo titolo offre la possibilità di una modalità multigiocatore (che approfondiremo maggiormente in seguito) che aumenta la vita media del gioco. In definitiva, un gioco coinvolgente al massimo, con buona longevità. 
GRAFICA: Il primo impatto con i menù di gioco sono shockanti: questi sono rivoltanti e spaventosi al punto giusto, e lasciano ben intendere che cosa ci aspetterà una volta iniziata l’avventura. Il motore grafico sfruttato da Condemned 2 è lo Jupiter EX (per intenderci, lo stesso di F.E.A.R. e dello stesso Condemned : Criminal Origins). La prima volta che si osserva il gioco, si ha un impatto visivo decisamente forte: per quanto riguarda il punto di vista prettamente tecnico, notiamo ottimi effetti di shading come riflessioni, luci speculari e riflessi molto convincenti (alcuni di essi, bisogna dirlo, sono a dir poco realistici), così come quella strana melma nera che accompagna alcune parti del gioco (e che soprattutto ricopre qualche nemico…). Per l’illuminazione (quella poca presente nel gioco) possiamo dire che si sia fatto un lavoro superbo: in applicazioni di questo genere è necessario dosare la luminosità correttamente per ottenere la giusta atmosfera, e possiamo affermare con certezza che i programmatori si sono impegnati al massimo per raggiungere il migliore risultato. A occhio e croce, sembrerebbe tutto perfetto, ma un occhio critico attento sa cogliere quelle imperfezioni che impediscono al titolo in questione di raggiungere la perfezione. La modellazione dei personaggi è buona (ma non in tutte le sculture digitali che incontriamo), e ogni tanto ci viene in mente che qualche poligono in più non sarebbe guastato di certo, e alcune texture potevano essere più curate, così come qualche effetto di mapping su di esse, che evitano il fastidiosissimo senso di “piatto”, ma non danno nemmeno un grande realismo. Quello che invece va elogiato di Condemned 2 è la grande e superbamente ricreata atmosfera. Ogni location è spasmodicamente opprimente, e spesso, giocando, si è tentati di continuare nel proprio viaggio nel buio solo per togliersi da un luogo troppo deprimente per i propri gusti: i designer e artisti di questa follia videoludica sono da ringraziare quindi, per aver dato a questo gioco il tocco giusto. La gran parte di queste location sono totalmente buie o quasi, e molto spesso la nostra unica e fedele compagna sarà la flebile torcia; ammettiamo che alcune volte ci si perde spesso e volentieri nelle mappe, o ancora peggio non si capisce molto bene chi ci stia attaccando o da dove, ma parliamoci chiaro… che horror sarebbe senza buio? 
GAMEPLAY: Innanzitutto, è difficile dare una definizione a questo gioco: è in prima persona, ma non si può propriamente definire First Person Shooter, ma nemmeno Action-Game oppure Survival Horror puro: in realtà è un mix di tutte queste tipologie, facendoli combaciare perfettamente in un unico genere. I controlli sono abbastanza semplici e sono ben assegnati ai tasti che compongono il pad della console: le levette analogiche servono, come tutti le applicazioni in prima persona, a muoversi negli ambienti e a spostare lo sguardo, gli altri tasti per selezionare dall’inventario gli strumenti di investigazione, accendere o spegnere la torcia, controllare lo stato dell’arma in uso e il classico tasto azione. Con i tasti dorsali è possibile lanciare l’arma per colpire obiettivi a distanza o sbarazzarsi di un arma che non ha più munizioni o che non si intende più usare. Condemned 2 si basa, come il suo predecessore, su brutalità e violenza inaudita. Il sistema di combattimento quindi, rispecchia queste peculiarità, facendo forza sulle armi improvvisate, con un nuovo sistema di gestione combo per afferrare e finire i nemici in modi decisamente fantasiosi. Qualche volta potremmo usare armi da fuoco convenzionali, ma sono principalmente rare e con poche munizioni (nonostante in alcune zone del gioco siano disseminati armadietti di rifornimento), ma soprattutto un loro eccessivo utilizzo non darebbe spazio al sistema di combattimento brutale che fa da padrone in questo gioco. Verso la fine del gioco inoltre, si fa spazio uno stile di combattimento “diverso”, che non approfondiremo maggiormente per lasciare ai giocatori la possibilità di scoprirlo da sé… Condemned 2 però, non è solo combattimento, ma anche investigazione: ci verrà richiesto nel gioco, di mettere da parte le armi ed estrarre ben altri strumenti, con cui analizzeremo cadaveri e troveremo orrori di ogni sorta. Avremo a disposizione una maggiore varietà di strumenti rispetto al capitolo precedente, quindi maggiori possibilità di dettaglio sull’investigazione: è veramente intrigante il fattore di poter scegliere come opzioni i dati da inviare alla collega, in modo da poter testare la propria abilità investigativa e le proprie nozioni di medicina forense. Per quanto riguarda la struttura dei livelli, possiamo notare qualche imperfezione: le mappe sono ben organizzate (perdersi qualche volta in fondo, fa parte dello stile di gioco!), ma se c’è un difetto che Condemned 2 eredita dal suo avo, è la linearità. Il titolo presenta una struttura decisamente semplice, e basterà seguire o al limite trovare la strada giusta per poter proseguire, invece di dare più spazio alle scelte del giocatore. In definitiva un gameplay migliorato rispetto al precedente capitolo, convincente e ben realizzato, ma che ancora ci lascia su “binari” e non ci permette di muoverci liberamente come vorremmo. 
SONORO: Come il più classico titolo della tradizione horror/splatter, Condemned non sarebbe la stessa cosa giocato in “mute”. Il comparto sonoro di questo gioco è a dir poco stupefacente, e ci fa affermare con sicurezza che per raggiungere l’esperienza di gioco migliore, bisogna chiudere porte e finestre, rimanere al buio e comprare un paio di cuffie decenti e giocare al massimo volume. Passi, urla, rumori improvvisi, risate maniacali e musica da brivido sono l’essenza di un gioco che ha fatto dell’atmosfera il suo punto forte. Qualsiasi suono di Condemned 2 ci da un’impressione di insicurezza, disagio, paura… ed è proprio quello che si cerca da un gioco del genere. Il doppiaggio è in lingua inglese, essendo il titolo solamente sottotitolato, ma affermiamo che un ottimo cast di voci recitanti è stato mixato e dosato divinamente. Un ottimo lavoro per il comparto sonoro, di terrificante bellezza. 
MULTIPLAYER: La gradita novità del titolo è la possibilità di giocare in compagnia nelle oscurità insane, grazie al servizio online Xbox Live. Condemned 2 mette a disposizione quattro modalità per otto mappe: le prime due sono i classici massacri tutti contro tutti e a squadre, mentre le altre due vedono i team SCU impegnati nella resistenza contro le forza maligne, senza alcuna possibilità di rinascere (ma con il grande aiuto delle armi da fuoco), o nell’investigazione di punti particolari. Insomma, Condemned necessitava di una modalità online, ed è sicuramente uno spunto fantasioso per partite adrenaliniche, ma la povertà delle modalità e delle mappe lascia un po’ il giocatore con la bocca asciutta, che tende a stufarsi presto. Apprezziamo il lavoro di Monolith, ma ci auguriamo che, se la serie Condemned non morisse con questo titolo, che venga potenziato questo aspetto di gioco sempre più indispensabile.

Condemned 2 è uno di quei titoli che fanno veramente saltare dalla sedia mentre si gioca: l’inaudita violenza e la generosità con cui il sangue è mostrato a schermo lo rendono un vero e proprio must per gli appassionati del genere splatter/horror, mentre un titolo decisamente da evitare per i giocatori più tranquilli, a cui consiglio, in caso dovessero imbattersi nel gioco, di non giocare da soli… o meglio, di non giocarci affatto. Concludendo questa approfondita analisi, possiamo con certezza affermare la buona realizzazione tecnica di un titolo che sa catturare e spaventare qualsiasi giocatore: saprete resistere?
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