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  Insolazioni & pensieri strani.  

 

E così ci siamo, anche questa settimana sono in ritardo. Questa volta ho una scusa meno buona di quella della settimana scorsa, questa volta ero a prendere il sole a bordo piscina ed ho rivisto il mio portatile solo oggi, quindi in barba alla scottatura che rende ogni espressione facciale problematica mi piazzo davanti alla tastiera per l'ultimo articolo prima delle vacanze (non stracciatevi le vesti, al più tardi a settembre sarò ancora qui) .

 

Sarà l'ora tarda, sarà il caldo, sarà la scottatura di cui sopra, ma oggi mi sento di tirare in ballo un tema di quelli che potrebbero far discutere, ma potrebbero anche far dubitare della mia saldezza mentale.
Recentemente, sul blog di un amico, è stata lanciata una riflessione su un possibile Call Of Duty dalla parte dei nazisti. Ora, sbrigherò brevemente la faccenda dicendo che io sono d'accordo, ovviamente non per una qualche malsana simpatia per il terzo reich, bensì per la (forse troppo astratta, lo riconosco) volontà di dare al medium videoludico tutta la libertà possibile.
Mi sono spinto più in la. Ho immaginato un gioco che fa più o meno così: anni '70, ex SS rifugiato in sud America braccato da una non meglio identificata associazione non governativa con lo scopo di trovare e uccidere tutti i nazisti scappati dopo Norimberga. Il gioco è diviso in due fasi, la prima durante il giorno dove si vive come prede, la seconda di notte, dove il protagonista è preda degli incubi nei quali è costretto a ripetere le atrocità commesse in servizio. Come finisce un gioco così? Beh, la fine più ovvia sarebbe il riuscire a fuggire dall'organizzazione, ma io voglio qualcosa di diverso, di più adatto alla particolarità del protagonista, io voglio che al giocatore venga voglia di farlo suicidare, e voglio che questo possa succedere e sia il vero finale del gioco.

Image

Il suicidio dell'avatar. Proprio così. Ma non voglio che il giocatore sia obbligato ad una scelta del genere, non voglio un filmatino di suicidio al termine del gioco, voglio che il suicidio sorga spontaneamente nella mente del giocatore, e che gli venga data la possibilità di farlo senza forzarlo mai. Pensavo a qualcosa tipo girare il Wiimote contro noi stessi e premere il grilletto, sarebbe semplice da fare tecnicamente, ma difficilissimo a livello di sceneggiatura. Magari il suicidio dell'avatar potrebbe essere solo un finale alternativo, si potrebbe comunque terminare il gioco scappando o costituendosi, ma voglio che il giocatore non sopporti di compiere i crimini del nazista e che desideri la sua morte. Non semplicemente facendosi catturare quindi, ma proprio uccidendosi.

E' un pensiero assurdo? Non lo so, lascio a voi il giudizio, sicuramente può diventare lo spunto per una discussione niente male, sono davvero curioso di sapere cosa ne pensate.

To' quest'oggi mi sono bastati anche pochi caratteri, la settimana scorsa avevo rischiato di diventare logorroico... Facciamo così, per riempire ancora un po' di spazio vi ringrazio per avermi seguito fin qui, e vi auguro delle belle vacanze. Io per un paio di settimane salterò il nostro piacevole rendevouz del giovedì (o del venerdì se sono in ritardo), ma sarò di nuovo qui in esclusiva  (mammamiachefigata!) dopo le ferie sulle pagine di Rise Of Games che ringrazio per lo spazio e la libertà di espressione. Non è facile trovare un posto in cui si possa dire quello che si vuole (gentilmente, s'intende) senza la paura di irritare qualcuno più in alto di noi.
Durante la Games Convention di Lipsia spero di riuscire a farmi sentire anche se non lo garantisco dato che sarò lì in servizio e non so quanto tempo avrò oltre a quello passato tra presentazioni, articoli, e cene fuori con i colleghi!

Quindi, amici, ancora buone vacanze e mi raccomando: non dimenticate la crema solare! Altrimenti potreste ridurvi come me a scrivere di avatar che vogliono suicidarsi o roba del genere...

Scritto da BoB da Wise Troll   
 
Commenti dal forum

Bel temino proprio prima delle vacanze estive!
Scherzi a parte, mi sembra uno spunto molto interessante e non vorrei che le imminenti vacanze (ha ha, non solo le tue!) finiscano col soffocare una discussione che meriterebbe invece più tempo.
Ma veniamo al dunque.

Innanzitutto un precisazione: dalla parte dei nazisti o dalla parte della Wehrmacht? La differenza non è da poco, perché è vero che l'esercito tedesco era uno strumento in mano ai nazisti che ne hanno fatto l'uso che ne hanno fatto, ma è anche vero che, nel suo essere strumento appunto, la Wehrmacht non può essere paragonata, almeno moralmente, alle forse speciali che invece del nazismo erano espressione e braccio armato, ovvero le Schutz-Staffel, più comunemente note come SS. Le nefandezze sono state compiute dalle SS. La Wehrmacht ha combattuto un guerra - sbagliata come tutte le guerre ed orchestrata da menti folli e criminali - ma, al di là di quello che ci raccontano i film americani in cui i soldati Ryan sono tutti bravi e corretti mentre i soldati crucchi sono una schiera di bastardi che non aspettano altro che di colpirti alle spalle ed a tradimento, dobbiamo ricordare che l'eserito tedesco - non le SS - è stato una delle forze armate più organizzate e militarmente più stimate della storia moderna. Non vedo perché un generale di questo esercito debba essere destinato al suicidio o quanto meno al disprezzo del giocatore che lo impersona in un videogioco. Se di suicidio e disprezzo si parla, allora mi viene da supporre che il generale in questione fosse al comando delle SS che, come forze speciali, si occupavano appunto delle missioni speciali non di competenza della Wehrmacht: difesa del regime e soppressione degli oppositori all'inizio, pulizia etnica e gestione dei campi di sterminio in seguito.

Fatta questa precisazione, devo dire che trovo veramente geniale la tua idea di un videogioco che spinga il giocatore a desiderare il suicidio del proprio protagonista: dopo tante discussioni aperte sul nuovo e sulla next-gen, mi sembra che questo sia un concetto abbastanza rivoluzionario da poter rappresentare una nuova frontiera del videogioco. In poche parole verrebbe chiesto al giocatore di esprimere un giudizio morale sull'operato dell'avatar e di subordinare a questo giodizio morale la conclusione del gioco. Beh, più novità di questo!

Quello che mi lascia perplesso è però questa considerazione: non sempre il videogiocatore deve calarsi nei panni dell'eroe senza macchia. Anzi, diciamo pure che sono pochi gli stinchi di santo che circolano tra i bit e che in molti casi più il protagonista è una carogna assetata di sangue, sia esso colpevole o innocente, o un fanatico della violenza, più il gioco avrà successo tra gli amanti del genere. E contro chi voleva censurare o proibire certi videogiochi, il popolo videolugico ha sempre difeso la libertà d'espressione di quella che, in fondo, vuole essere ed è solo finzione. Non ci à mai saltato in mente di indurre il videogiocatore ad esprimere un giudizio morale su un teppistello da strada che deve farsi largo nel mondo della mala andando a compiere crimini per tutta la città, su un killer che pianifica e realizza l'uccisione di questo e di quello, su un vampiro che va in giro a sgozzare i cristiani per avere più forza o su qualsiasi altro schizzoide che commette atrocità e stragi dall'inizio alla fine del gioco.

Il fatto che la necessità di un giudizio morale salti fuori solo quando c'è un nazista di mezzo, mi fa sentire puzza di falso moralismo. Voglio dire: simpatizziamo con lo stupratore, ci esaltiamo con l'assassino, glorifichiamo stragi di indiani o di alieni e però poi ci sentiamo la coscienza pulita perché abbiamo condannato il nazista. Non che il nazista non vada condannato, sia chiaro. Ma lo stupratore? L'assassino? Il genocida non nazista? Loro no? Se il videogioco vuole essere un campo di finzione, un momento in cui il giudizio morale che guida giustamente ogni nostra azione nel mondo reale viene sospeso per permetterci un gioco libero e liberatorio, perché introdurre delle barriere morali laddove si è voluto inizialmente abbatterle?

No no: se introdurre un nazista significa introdurre tutto questo, allora meglio di no. Meglio che ci lasciate ai nostri giochi tradizionali dove siamo americani coraggiosi che vanno in giro ad ammazzare i cattivi o a sganciare bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Ah, lì non c'erano solo cattivi? Ma non importa, tanto erano giapponesi....


Ianos Audron
Citazione di Ianos Audron:

Il fatto che la necessità di un giudizio morale salti fuori solo quando c'è un nazista di mezzo, mi fa sentire puzza di falso moralismo. Voglio dire: simpatizziamo con lo stupratore, ci esaltiamo con l'assassino, glorifichiamo stragi di indiani o di alieni e però poi ci sentiamo la coscienza pulita perché abbiamo condannato il nazista. Non che il nazista non vada condannato, sia chiaro. Ma lo stupratore? L'assassino? Il genocida non nazista? Loro no? Se il videogioco vuole essere un campo di finzione, un momento in cui il giudizio morale che guida giustamente ogni nostra azione nel mondo reale viene sospeso per permetterci un gioco libero e liberatorio, perché introdurre delle barriere morali laddove si è voluto inizialmente abbatterle?

No no: se introdurre un nazista significa introdurre tutto questo, allora meglio di no. Meglio che ci lasciate ai nostri giochi tradizionali dove siamo americani coraggiosi che vanno in giro ad ammazzare i cattivi o a sganciare bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Ah, lì non c'erano solo cattivi? Ma non importa, tanto erano giapponesi....


Bravo. Applaudi

Però credo che il pretesto del nazista (ed ho parlato di ex ufficiale delle SS non a caso, voglio qualcuno che abbia sulla coscienza qualche cosa di atroce, non un qualsiasi generalucolo di provincia) possa andare bene per introdurre questa novità.
Credo vada bene per un paio di fattori:
1) quando andiamo in giro con Niko Bellic a uccidere vecchiette e prostitute lo facciamo con chiaro in mente che è una finzione. Potremmo paragonare GTA ad un film di Tarantino, le morti ci sono, ma sono così estreme ed i protagonisti sono così fuori che non sono più "morti", sono qualcosa di diverso al servizio dello spettacolo.
2) gli alieni spesso e volentieri se la cercano!  Hehehe...
3) il videogioco non deve per forza essere un momento in cui saltano le barriere morali. Ci sono film che nauseano per il loro contenuto crudo, perché con un gioco ci si deve divertire per forza?

Il punto è che l'olocausto c'è stato per davvero, e questo lo rende molto più forte di qualsiasi gioco basato sulle malefatte (finte) di un avatar. In più il nazismo è visto come il male assoluto (io dico solo che era quello meglio organizzato e per questo il più agghiacciante), il che rende più facile la repulsione per il protagonista del gioco. La storia come sappiamo la scrivono i vincitori, e quindi oggi pare giusto uccidere i soldati tedeschi senza il minimo rimorso (e forse giusto lo è stato, non sappiamo dove saremmo altrimenti), solo che nei giochi che ci mettono dalla parte dei buoni spesso gli sviluppatori non si preoccupano neanche di darci la morale della storia, è solo divertimento.


BoB da Wise Troll
bellissimi post e rifellssioni da parte di entrambi, bob e ianos...

l'idea a parer mio è geniale, porterebbe qualcosa di nuovo, di mai visto... farebbe sicuramente successo, bob, perché non la brevetti?

Buone ferie, riposati, rilassati, divertiti... e ti aspettiamo carico a settembre (o prima)  Oook!


skywalker
ma che bel tema che ci propone oggi il nostro bob.. e visto che oggi è sabato e in negozio passa meno gente, vedo di trovare il modo di rispondere... solo che l'argomento è così ampio e complesso che parlando de "l'estremo gesto" all'interno del mondo videoludico è facilissimo divulgare e portare la discussione "off topic".... ma cerchiamo di rispondere un po' più direttamente alle tue parole.. come sarebbe affrontare un simile tema in un videogioco? un'esperienza davvero unica; e, come giustamente dici te, i film ripropongono temi crudi, che a volte fanno addirittura male, quindi perchè non farlo in un videogioco...sarebbe bello in effetti, avendo le possibilità tecnologiche dei giorni nostri, fare un gioco "storico", provando ad introdurre questa nuova "coscienza dei personaggi" che si debba impersonare a al punto da portare, poi, a compieri quell'estremo gesto che chiamiamo suicidio. Bello e interessante, senza alcun dubbio, sarebbe un'esperienza completamente nuova, che affascinerebbe molti. Ma, lo sapete bene, per quanti ne affascina, ce ne saranno sicuramente centinaia in più che ne resterebbero  "sconvolti". e, pur trattandosi di un gioco, l'immedesimazione in una simile faccenda sarebbe probabilmente troppa, al punto che non credo sarebbe permesso (manahunt 2 docet!). sarebbe bello e interessante, comunque, secondo me, inserire tali tematiche in un videogioco, ma allo stesso tempo un'esperienza dura e cruda, se fatta bene, anche più di un film.. perchè l'immedesimazione nel personaggio, come già detto, sarebbe davvero forte... comunque più che il suicidio, e l'impersonare i nazisti in guerra, secondo me, la cosa rivoluzionaria sarebbe l'immedesimarsi a tal punto della coscienza del proprio alter ego, essere padroni della sua "psiche".... ma qui si sfora in un altro argomento......
quindi non posso far altro che augurarti buone vacanze, caro troll, e un "a presto", a vederci presto, a Lipsia per la precisione.... ci vediamo in Germania!  Allegro  Ciao Ciao!


Virgio
Grande BoB e pure Ianos...

Idea spettacolare che potremmo in qualche modo sfruttareOcchiolino

per il resto ..devo rimandare le risposta seriosa a più tardi per via del poco tempo e la voglia di scrivere un bel pòAllegro

buone vacanze Bobbino ci vediamo a Lipsia se non capita nulla primaAllegro

ps
Di giochi in cui ho sperato che il protagonista si suicidasse o potessi ammazzarlo ce ne sono ehhhh
Alone in the dark è l'ultimo della serie heheh Da piegarsi!


HONDY

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