

Ci fermiamo davanti a qualche stella vuota prendendo confidenza con quello che magari un giorno sarà il contenitore del nostro nome e della nostra fama. 

Magari dopo un meritato oscar. 

Per ora di fama non c’e’ nemmeno l’ombra, e quella che si assale è solo la fame. Hondy per poco non sviene davanti alla vetrina delle leccornie americane disponibili. 

Giriamo per il centro commerciale per eccellenza, Hollywood Bowl, ma è tutto un po’ troppo turistico per riuscire a comprare qualcosa. 
Decidiamo allora di fare un giro per prendere confidenza con la città. Siamo indecisi se prendere in affitto una limo. 
O se prendere un bus turistico. Decidiamo per il bus, non è carino ostentare ricchezza. Le spiegazioni in inglese sono difficili da comprendere ma alla fine il giro è fruttevole, abbiamo adocchiato parecchi posti che poi potremmo visitare tranquillamente con la nostra Camry. Dall’alto prendiamo visione di questo strano pezzo di America, dove ogni film diventa mezzo di sostentamento anche per i meno “performanti”. 
Insomma tutto perfetto se non fosse che la scelta di stare al sole sopra un pullman scoperto californiano intorno all’una non è proprio il massimo. Al termine del giro sembriamo tre aragoste pronte da buttare nell’acqua calda. Appagati dal giro turistico decidiamo di andare al centro congressi per avere il pass di entrata. Oggi non è giornata di fiera e la scelta è stata saggia. Posiamo davanti al centro congressi e poi ci facciamo dare i pass di entrata. 

Terminiamo la giornata facendo un po’ di shopping tecnologico e mangiando un’ottima pizza da Pizza Act. |