Andiamo davanti al nastro bagagli e dopo una lunga attesa, l’operatrice grida "sorry guy, no more bagage". La mascella cede e la bocca trasmette la classica espressione del "non ci credo". Non siamo soli, metà dei provenienti da Milano sono senza bagagli. Dopo un’ora di pratiche burocratiche, dove cerchiamo di far credere all’operatrice che i suoni uscenti dalla nostra bocca sono vocaboli in lingua inglese, cerchiamo la navetta per andare a prendere la nostra macchina a noleggio. Siamo partiti da Milano con l'intenzione di prendere una Ford Focus ma davanti ai colossi americani sembra una 126 in mezzo al traffico di Milano. In un eccesso di euforia cediamo alla proposta per una Toyota Camry 2.4 lasciando i risparmi degli ultimi 7 anni nella garanzia per ritirarla. 
Comunque la targa è veramente bella! 

Prendiamo l'Airport Bolivar con destinazione Venis Beach: la famosa spiaggia dei palestrati, delle bagnine maggiorate e delle biciclette stravaganti. Il paesaggio non è niente male, si vede subito di essere in America: limosine 
,Hummer 
Palme 
e…cosa vediamo…si è lei! La casetta delle beach watch! 
Ci avviciniamo con il cuore pulsante, ansiosi di incontrare la maggiorata di turno (magari anche più giovane di Pamela Anderson) … ma niente. Al suo posto c’e’ un inutile e deludente bagnino palestrato. 
Ci consoliamo con un paesaggio mozzafiato. 
Proseguiamo per la passeggiata dei negozi di Venice Beach e l’aria è molto particolare. E’ difficile sentirsi stranieri qui. In genere quando si va in un paese si riesce a determinare una fisionomia, un modo di camminare, insomma una personalità nazionale. Qui tutto questo è più offuscato, ci sono molti tipi di persone diverse, dai messicani con lo sguardo fiero, dal mento all’insù e la barba troppo poco folta da far sembrare tutti adolescenti; ai ragazzi obesi e rapper di colore con tutto fuori misura: troppa ciccia, maglietta troppo lunga e calzoni troppo corti. 
Passeggiamo per i negozietti comprandoci qualche maglia di emergenza per rimediare allo smarrimento delle valigie e ci mettiamo a guardare dei giganti dall’agilità di un grillo durante una partita di pallacanestro. 
Distrutti nel fisico, avviliti per essere senza bagagli ma appagati nello spirito ci avviamo verso l’albergo. Concludiamo la serata con un giro notturno ad Hollywood. Ma siamo troppo stanchi per godercelo. Sono quasi 24 ore che non facciamo un sonno decente. Ne abbiamo bisogno. |