Era il 1992 quando il primo ALONE IN THE DARK fece la sua apparizione, inventando un genere, quello del survival horror, che da lì a qualche anno diventerà uno dei generi più amati. Per questa occasione Atari, ha deciso di intitolare il nuovo episodio come il suo capostipite senza aggiunta di numeri, probabilmente per evidenziare il fatto che siano tornate anche le buone idee, misteriosamente sparite negli ultimi episodi. Ricordo che il team EDEN STUDIOS non si è mai cimentato prima in un genere come questo, avendo affrontato solamente giochi automobilistici, quali Test Drive Unlimited o V-Rally. Strana scelta quindi quella di ATARI di affidare a questo gruppo un gioco totalmente diverso, e ahimè andremo a scoprire che i dubbi sono fondati. Il gioco parte con la visuale in prima persona e attorno a noi ci renderemo subito conto della situazione delicata in cui siamo “vittime”.Le persone attorno a noi discutono sul fatto di farci o no la pelle, e solamente un uomo anziano, anch’esso preso in ostaggio sembra esserci amico. In questa sezione, molto affascinante a dire la verità, avremo la possibilità premendo il tasto R3 di chiudere gli occhi in modo da schiarirci la vista, appannata dai probabili colpi inflitti dagli scagnozzi, o da droghe ingerite.Saremo trasportati di forza su un edificio fino a raggiungere il tetto, e da lì giustiziato!
Prima di raggiungere la meta, il gioco ha il primo evento della storia importante. Le pareti infatti iniziano a creparsi e qualcosa di misterioso sembra uscire da esse. Saremo quindi liberi, ma non c’e’ molto da stare felici, il primo livello infatti ci vedrà scappare dal palazzo che lentamente stà cadendo a pezzi, causa questo strano evento!! Ottima introduzione al gioco quindi, che ci porterà ad un tutorial in-game che ci permetterà di scoprire tutte le mosse disponibili per il nostro eroe dal nome di Edward Carnby. I comandi a disposizione ci permetteranno di spostare l’eroe con l’analogico sinistro, di scorrere le armi e gli oggetti con RB O LB differenziandosi per la mano destra e sinistra, con il grilletto destro si spara e con il sinistro si combinano gli eventuali oggetti. Altri tasti utili sono B per ricaricare, lo stesso A per correre e Y per avere la visuale in prima persona.Infine l’analogico destro ci servirà per poter muovere gli oggetti che andremo a raccogliere.
Molto bello il menu degli oggetti, richiamabile a schermo con la croce direzionale bassa.Una volta premuto la visuale si abbasserà verso il petto del personaggio il quale aprirà la giacca e potremo quindi visualizzare tutti gli oggetti fin ora raccolti.Questi possono essere combinati tra loro in moltissimi modi.Un aspetto molto curato questo in Alone In The Dark, in quanto le possibilità di superare un ostacolo possono essere affrontate in tantissimi modi diversi. Potremo usare bottiglie di alcool come molotov, semplicemente combinando la bottiglia ad un fazzoletto, oppure con un coltello potremo bucarla per poi formare una scia infiammabile a terra, o ancora combinare dello scotch adesivo ad una bottiglia la quale, dopo averla lanciata si attaccherà alla parete, e tanto tanto ancora. 
Questo è l’aspetto migliore del gioco poiché è evidente la cura posta a quest’aspetto. Non tutto però sfortunatamente, è stato curato in questo modo. Le note dolenti arrivano purtroppo dai controlli.Spostare Carnby tra piattaforme semidistrutte e pericolanti non si rivelerà facile. I controlli infatti sono macchinosi e pesanti.Seppur caratterizzato molto bene, il personaggio principale soffre della mancanza di alcune animazioni e fattore grave in un genere come questo, di una rivelazione di collisioni adeguata. Capiterà spesso di rimanere incastrato, bloccato, e in generale infastidito dal movimento del personaggio, e la frustrazione a volte è evidente. Fortunatamente i ragazzi di Eden Studios hanno pensato bene di organizzare i livelli in episodi, i quali per la prima volta in un videogames, possono essere liberamente saltati.Questo metodo innovativo da una parte eviterà la frustrazione nel caso di passaggi che non si riescono proprio a superare, dall’altra però è evidente che porta a spezzettare il gioco in quanto parte della trama verrà conseguentemente a mancare.Una scelta coraggiosa, e mi sento di non bocciarla assolutamente, in modo da permettere a chiunque di vedere tutto il gioco seppur alcune sezioni non si riescono a superare dopo vari tentativi. Un altro aspetto molto curato è il propagarsi delle fiamme nell’ambiente. Considerato il fatto che spesso ci troveremo di fronte ad enigmi che prevedono l’uso del fuoco, si è pensato bene di curare questo aspetto, e bisogna ammettere che la resa finale è molto buona. Tutti gli oggetti infiammabili infatti, a contatto con una fiamma, prenderanno fuoco in modo realistico e il fuoco si propagherà fin quando trova oggetti infiammabili.Molto bello come effetto. Parlando tecnicamente siamo su discreti livelli, dovuto soprattutto a dei alti e bassi. Non sono rari i momenti in cui il motore fatica e scatta, oppure i momenti in cui ci sarà un evidente effetto di tearing.Il personaggio principale è curato, le ferite saranno visibili sul nostro personaggio e in generale le texture sono buone. Come precedentemente detto inizialmente ci troveremo a dover fuggire da questo grattacielo pericolante, ma il fulcro del mistero è racchiuso in Central Park, dove trascorreremo la parte finale dell’avventura.  Essendo molto vasta come area, il gioco ci darà la possibilità di spostarci per il parco con l’utilizzo di auto.Per quanto gradita come opzione, bisogna purtroppo dire che il movimento e la fisica dell’auto è stata ricreata in modo pessimo e presto vi troverete a maledire i programmatori di EDEN STUDIOS per il poco tempo speso in questo caso. Infine la longevità del prodotto è nella media, con 10 ore per terminare ogni episodio, gli ultimi due dei quali, sono abbastanza noiosi.La rigiocabilità è nulla per di più. Un’occasione mancata EDEN STUDIOS…… |