Quando ancora la storia non era chiamata tale, antiche divinità si rivaleggiavano per il predominio sul mondo. Gli Arcidemoni, esseri di odio incarnato, avrebbero raggiunto il potere e corrotto la Terra se non fosse stato per i Draghi, che dopo una strenua lotta riuscirono a confinare i primi nel sottosuolo, dove rimasero chiusi per sempre. I draghi, come i veri ninja, non muoiono mai, e gli uni vivono negli altri: il clan Hayabusa, nascosto nelle montagne del Giappone, nasconde antichi manufatti per la protezione del mondo dall’antico pericolo degli Arcidemoni, e proprio oggi, la vecchia Statua del Demone, che contribuì a confinare al sonno eterno i vecchi maligni, sta per cadere nelle mani sbagliate… Ryu Hayabusa e la sua Spada del Drago, ricavata dalla vera zanna di un Drago, torna a combattere per la difesa della Terra, mettendo a repentaglio la sua stessa vita…

GRAFICA: Le prime impressioni sulla grafica di questo titolo sono piuttosto buone: i frame scorrono fluidi (gli unici rallentamenti si notano in fase di salvataggio, ma è comprensibile) e le immagini sono vive e colorate. Non è però, tutto oro quello che luccica: un’analisi più attenta, in un ambiente calmo, a personaggio fermo (momenti piuttosto rari conoscendo la natura spasmodica del gioco), mostra quelli che sono gli aspetti migliorabili. L’aspetto più controverso del gioco sono gli effetti: gli attacchi speciali, le “magie” e tutto quello che riguarda le strane onde energetiche che circondano il personaggio in certe situazioni sono spettacolari; quello che stupisce è la quasi totale assenza (o male integrazione) degli effetti negli ambienti di gioco. In alcuni di questi troviamo solo qualche povera riflessione, un paio di shaders che non spiccano molto e qualche effetto speculare (molto particolare quello sull’armatura del protagonista, che lo fa sembrare un pupazzone di plastica piuttosto che un temibile guerriero), in definitiva questa povertà di tecnologia da alla grafica un aspetto piuttosto “finto” e poco realistico, e come se non bastasse, l’illuminazione sarebbe potuta essere più curata. Non possiamo lamentarci invece sulla modellazione: le mesh sono buone, dai personaggi agli ambienti, e sono animate altrettanto bene: i movimenti sono fluidi e ben studiati, adattabili alle superfici su cui ci si trova, ma quello che forse risalta di più sono le mosse durante i combattimenti. Questi sono a dir poco impressionanti, ai limiti delle possibilità fisiche: il nostro personaggio compirà evoluzioni senza precedenti a seconda delle numerose tecniche a disposizione, ma certe volte faticheremo a controllare la situazione e spesso ci troveremo a chiederci dove sia finito il povero Ryu in mezzo a tutto quel caos fatto di lame sangue e arti mozzati. Ebbene si, in Ninja Gaiden 2 il sangue non manca, anzi: la natura del gioco è molto sanguinosa, tanto da riservare mosse speciali a chi manca di un arto… Dal punto di vista artistico, il gioco è sicuramente ben curato e stupisce come ogni cosa presente sia intrisa di cultura nipponica e parli di ninja: vestiti, armi, ambienti, mobilia e oggettistica varia. L’HUD a schermo è ridotto all’osso, e occupa solo l’angolo superiore sinistro dell’area di gioco: non ci saranno scritte a deconcentrarci ma solo icone e simboli grafici ci aiuteranno a tenere sotto controllo la situazione. Le uniche informazioni scritte sono i numeri dell’indicatore combo, che mostreranno la brutalità continua di un nostro attacco. Tutto sommato, ci troviamo di fronte a un gioco dalla grafica next-gen di medio livello, gradevole a vedersi, ma sicuramente migliorabile.

SONORO: Un buon punto di Ninja Gaiden 2 è sicuramente il sonoro, che a nostro avviso risulta piuttosto gradevole. Le musiche sono emozionanti, ben composte e non troppo ripetitive, fattore molto importante per quanto riguarda un videogioco. Il doppiaggio è in lingua inglese (lasciando al popolo italiano i semplici sottotitoli), ma possiamo, anche se in lingua straniera, cogliere l’enfasi della recitazione degli attori. Gli effetti sonori sono ottimi, a partire dai menù per arrivare ai clangori metallici in battaglia, che ci proiettano in prima persona nell’azione. Ottimo aspetto per il titolo in questione.

GAMEPLAY: E’ chiaro che, i ninja, non riuscirebbero a portare a termine le missioni più difficili senza una grande velocità e fluidità nei movimenti, e il sistema di controllo studiato per il gioco rispecchia abbastanza bene questa caratteristica. La levetta analogica destra del pad ci permetterà di far spostare Ryu Hayabusa in quelli che saranno i teatri di sconvolgenti massacri, mentre quella destra ci permetterà di spostare la telecamera e regolare la visuale. A questo proposito abbiamo qualcosa da dire: la telecamera è poco manovrabile, e risulta piuttosto frustrante, alcune volte, non riuscire a posizionarla dove si voglia e godere della visuale preferita. La visuale è sempre ben impostata sul protagonista, ma in alcuni frangenti sarebbe più comodo avere una telecamera meglio gestibile per poter ottenere il massimo dall’inquadratura. I combattimenti, ovvero la parte più esaltante ed esaltata nell’esperienza di gioco di Ninja Gaiden 2, sono gestibili da un buon sistema, che ci permetterà di scegliere tra le armi presenti ottenibili durante lo svolgimento delle missioni (nonostante un arsenale più vasto sarebbe stato gradito, le armi presenti sono più che sufficienti), potenziarle negli appositi negozi “Muramasa”, e scatenarci nella furia della battaglia. Per combattere possiamo, essenzialmente, contare sui tasti X,Y e B, che sono rispettivamente attacco normale, attacco potente e attacco con arma a distanza: la combinazione di questi tasti e movimenti particolari attivano diverse abilità spettacolari e letali per i nostri nemici. Dai combattimenti e dai vari contenitori sparsi per il gioco possiamo ottenere oggetti per curarci o diversi tipi di “essenze”, di colore giallo, blu e rosso, che sono rispettivamente la moneta per poter acquistare nei negozi sopra citati, ripristino dell’energia e delle fiamme per poter effettuare le tecniche più letali. È consigliabile pertanto prestare molta attenzione nelle mappe, in quanto è possibile trovare nuove pergamene contenenti abilità oppure oggetti di ogni tipo, utili perfino a superare alcune parti dei livelli: a questo punto, quella che forse potemmo accusare come mancanza, è la scarsa presenza di enigmi nel gioco, aspetto che si sarebbe potuto potenziare per non scendere nella banalità dei soli combattimenti. Lo stile di gioco è il classico: un sacco di nemici, combattimenti frenetici in rapida successione, qualche oggetto da raccogliere e un paio di salti da effettuare, dopodichè un enorme boss da sconfiggere. L’intelligenza artificiale è ottima, e i nemici daranno molto filo da torcere anche ai giocatori più agguerriti: da notare l’ordinamento dei boss di fine livello, posizionati non in ordine di difficoltà. La struttura delle mappe è buona, ma molto lineare, in quanto i designer non ci hanno lasciato grande libertà di scelta, prediligendo strutture lineari e metodiche, ma risulta piuttosto frustrante sapere che, a un bivio, una delle due strade sarà sicuramente bloccata, diminuendo così il senso di curiosità nel giocatore e di varietà delle mappe. In definitiva un gameplay pressoché identico al predecessore, nei pregi come nei difetti, che non lascia sicuramente a bocca asciutta, ma che avrebbe avuto bisogno di una ventata di freschezza e novità…

LONGEVITA’ E COINVOLGIMENTO: Lasciarsi coinvolgere da un gioco come Ninja Gaiden 2, non è difficile: l’azione frenetica in cui viene lanciato il giocatore cattura, e ci lascia incollati allo schermo per molto, molto tempo. Il rischio per i non appassionati del genere è di annoiarsi presto e di stufarsi di una meccanica di gioco spesso ripetitiva, ma sicuramente apprezzeranno i molteplici pregi del titolo. Il discorso longevità è, purtroppo, peggiorato rispetto a Ninja Gaiden per via della minore durata in ore, ma ben compensano i livelli di difficoltà, una grande sfida perfino per i giocatori più esperti. In definitiva, un buon sequel per un grande brand, dal taglio next-gen e dalla frenetica azione a cui già eravamo abituati. Grazie ancora, Tecmo e Team Ninja! |