Iniziamo col dirvi che trattenerci non sarà facile, ma sarà compito nostro: Konami ci ha espressamente vietato, infatti, di pubblicare questa recensione prima delle ore 00.00 del 12 di giugno, data in cui è prevista l'uscita del gioco. Oltre a questo ci è fatto divieto assoluto di parlarvi in ogni qual modo della trama dello stesso; la cosa ci pare più che giusta e sensata, in quanto il nostro consiglio, in ogni caso, è quello di non leggere nulla della storia ma di scoprire tutto impersonando Snake, visto che ricevere informazioni riguardo lo svolgimento degli eventi vi rovinerebbe alquanto il piacere del gioco. L'unica cosa che ci sentiamo in dovere di dirvi è che Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots è senza dubbio un capolavoro vero e proprio. Ci sentiamo di ringraziare assolutamente Kojima e Konami per quello che hanno saputo realizzare.. 
Un po' emozionati (solo un po'??) ci accingiamo ad inserire il disco nella nostra Playstation 3, ed attendiamo che il caricamento automatico del disco ci lanci nel gioco. Senza troppi gingilli, facciamo partire il gioco, e subito la sensazione che abbiamo è quella di trovarsi davanti a un titolo della serie Metal Gear. Saranno le telecamere, saranno le conversazioni col codec, sarà semplicemente il celebre tratto grafico che ha caratterizzato le avventure di Snake e Raiden su PS2 presente e riconoscibile anche in versione next-gen, ma tutti sapremo che non stiamo giocando ad un qualsiasi gioco di azione. Comunque, iniziamo, nei campi di battaglia orientali, che ci rimandano a celebri giochi visti recentemente quali Assassin's Creed e Call of Duty 4. 
E' incredibile come, giocando, ci si senta parte della storia di Metal Gear Solid: tutto nel gioco, dai personaggi ai livelli, ci farà capire che stiamo partecipando a quello che è il capitolo definitivo della serie. E se suona così bello il poter giocare ad un simile capolavoro è solo..... beh, perchè lo è. Comunque, ci sono due categorie di persone riguardanti MGS: quelle che lo hanno giocato, sempre, per ogni episiodio, e quelli che invece non conoscono Snake e non hanno mai vestito i panni del clone di Big Boss (ne tantomeno di Raiden). Ci sarà da gioire per entrambi gli "schieramenti". I primi, infatti, saranno ben lieti di sapere che le numerose cut-scene del gioco (come ormai celebre aspetto di tutti i capitoli) saranno ottimi per spiegarci tutto (ed aiutarci al tempo stesso a fare un piccolo riepilogo) a proposito di tutti, partendo dai Filosofi per concludere con i fratelli Snake. Per i secondi invece non ci sarà di che disperarsi, perchè, benchè la trama di MG sia quanto più intricata si possa immaginare, sarà comunque facile per essi immergersi completamente nella vicenda e potrà allo stesso tempo apprezzare l'intreccio del gioco, anche se sarà chiaramente diverso aver giocato tutti gli episodi della serie. 
Per chi non lo sapesse comunque, facente parte ovvero della seconda schiera di persone, in caso di non gradimento delle cut-scene perchè poco interessati alle vicende o semplicemente perchè solo interessati al gioco puro e crudo, non ci sono problemi, si potrà saltarle a piè pari e dedicarsi solamente all'azione. Ma andiamo ad esaminare le meccaniche di gioco: come tutti sapranno, anche i muri supponiamo, Metal Gear è il vero stealth game, o comunque quello per eccellenza, il classico gioco che, per antonomasia, viene affiancato al genere senza nessun tipo di pensiero. In questo nuovo capitolo tale aspetto è stato rivisto e notevolmente migliorato. Mai infatti il tutto era stato così piacevole da fare, vuoi che sia merito dei numerosi nuovi gadgets, del rivisto sistema di controllo, oppure semplicemente la nuova potenza della console messa a disposizione degli sviluppatori Konami. Il nuovo OctoCamo ci permette poi di mimetizzarci con l'ambiente senza dover ricorrere al macchinoso cambio di abito di MGS3, e inoltre ci aiuterà ad individuare le minacce vicine. Inoltre potremo usare il nostro Solid Eye come visore notturno, termico oppure come semplice binocolo per visualizzare qualsiasi cosa d'importante mal visibile ad occhio nudo. Altro interessantissimo gadget a nostra disposizione sarà il Metal Gear MK II, un simpatico robottino messo a punto da Otacon che ci sarà utile per andare alla scoperta del campo di battaglia senza però esporci. Useremo inoltre il nuovo sitema denominato "Dreben Points", per il quale setacciaremo il terreno al fine di recuperare del materiale che potrà poi essere scambiato con munizioni, oggetti, o, addirittura, nuove armi. 
Per il resto, molti dei giocatori che hanno già in passato affrontato le avventure di Snake non troveranno un'enorme difficoltà nel girare per i vari livelli, ma nonostante questo MGS4 riuscirà ad offrire a tutti una grande esperienza di gioco, aiutata soprattutto dall'importanza che avrà il campo di battaglia stesso durante lo svolgimento dell'avventura. Mentre staremo combattendo infatti, potremo interrompere la sparatoria, usare determinati elementi per rivoltare alcune delle fazioni contro altre e scegliere appunto quale schieramento aiutare a seconda di come ci fa comodo, come potremo altrimenti ignorare lo svolgimento della battaglia usandola come diversivo per sgattaiolare via. Avremo quindi moltissimi tipi di tattiche e strategie da utilizzare, e, a seconda delle nostre scelte e del nostro comportamento determineremo degli eventi che si evolveranno poi in maniera differente. 
Cosa che contraddistingue questo capitolo dai precedenti, è la possibilità di giocare, relativamente al precedente discorso delle strategie appunto, andando avanti sparando a tutto ciò che vediamo. Il gioco infatti, sebbene non sia proprio questo il suo intento, ci offre la possibilità di giocarlo anche come un FPS tradizionale, scegliendo prima di usare una visuale in prima persona. Importante sarà la funzione del già precedentemente accennato sistema "Derben Points", il quale ci metterà a disposizione un arsenale di armi creato, praticamente, da noi; ogni arma infatti potrà essere potenziata in vari modi, dalla semplice aggiunta di un lancia granate a quella di un puntatore laser. Comunque se deciderete di giocare MG in questa maniera (che in ogni caso sconsigliamo!) dovrete stare attenti alla barra "stress" di Snake. Tutte le varie sparatorie con i vari nemici, oltre a fare emozionare noi, alzeranno alla grande i battiti cardiaci del nostro eroe, facendo così venire meno le sue qualità e rendendolo più debole. Ad una certà età, non possiamo certo rimproverargli niente.. 
Ad ogni modo non possiamo certo dire che, se non lo giochiamo a mo' di FPS, MGS4 si limiti ad un semplice sgattaiolare da una parte all'altra. Infatti dovremmo ingegniarci in molte maniere, per poi ritrovarci negli intricatissimi vortici narrativi, che, nelle opere di Kojima, hanno sempre caratterizzato lo svolgersi delle vicende. Ci troveremo ad arrampicarci sui tettucci delle macchine, oppure ad indossare un cappotto impermeabile al fine di eludere la sorveglianza. In vari punti della storia saremo infatti "costretti" ad usare tutte le nostre capacità, per diversi scopi, uno tra questi combattere i vari boss. Eggià, perchè MGS4, come ogni capitolo della serie, è caratterizzato dai nemici finali, che, in questo caso, rievocano i più importanti della serie. Sarà riconoscibil inoltre, come sempre, il tocco di Kojima, visibile in momenti del gioco tesi a volte a sdrammatizzare o dare un taglio alla tensione che lo svolgimento dei fatti ha portato in noi. 
Come tutti sappiamo, il titolo Konami ha un valore videoludico ma anche cinematografico; in tutti i precedenti capitoli infatti si è sempre sottolineato questi lati del gioco. Nuove tecniche, in questo episodio, aggiungeranno qualcosa di nuovo a questa visione tipicamente "Kojimana" del gioco, come ad esempio la tecnica dello schermo diviso (come per essere più chiari si vede spesso nei multiplayer offline) o l'incredibile maniera che potremmo definire letteraria di raccontare la storia. Saranno interessantissimi e numerosi, inoltre, i collegamenti con i precedenti capitoli, esposti in differenti modi. Per quanto riguarda le cut-scene e la loro lunghezza (di cui Konami ha vietato in maniera proibitiva di parlare) possiamo solo dire che saranno molte, come siamo abituati per altro a vedere da sempre in tutti i vari episodi di MGS. Noi non lo abbiamo trovato affatto un problema, anzi, ci è piaciuto gustarci tali scene d'intermezzo con il quale risulta più facilmente comprensibile la trama e che danno al videogioco un aspetto terribilmente (inteso in maniera positiva) cinematografico.
Come già anticipato all'inizio, sulla trama non possiamo sbottonarci, nonostante le infinite cose ci sarebbero da dire, ripetiamo soltanto come questo quarto capitolo vada un po' a ripercorrere tutta la storia di Metal Gear Solid, con numerosi colpi di scena su ogni fronte. Saranno inoltre percepibili tutte le varie ideologie e i filoni di pensiero di Kojima, dai quali quest'ultimo si è ispirato ed ha dato vita all'intera vicenda. 
Probabilmente come film non avrebbe funzionato, per vari motivi che non ci sembra neanche giusto elencare. Ma se pensiamo che neanche alcuni film possono essere definiti tali, non ci sembra affatto un'offesa, e non ce ne vogli dunque il nostro caro Hideo (che ci permetterà, speriamo, una tale confidenza). Quello che è il nostro pensiero, ad ogni modo, è che quello che per certi versi ci piace chiamare "maestro" abbia trovato il modo di esprimere in forma artistica il videogioco (ne sarà contento il nostro Bob, impegnato giusto pochi giorni fa nel dibattito sul binomio "arte-videogioco"), vuoi per la narrazione degli eventi, della colonna che da sempre accompagna le missioni del nostro Snake in maniera più che egregia, per le scene cinematografiche e per moltissimi altri aspetti per i quali soltanto necessiteremmo una pagina al fine di elencarli tutti. Non sappiamo se Kojima avrebbe fatto strada come regista, ciò di cui siamo sicuri è che ciò che egli ha fatto è qualcosa di assolutamente memorabile per la storia dei videogiochi, regalandoci una delle più memorabili saghe nella storia videoludica.
Questo capitolo sarà il massimo per i fan della serie, e sarà apprezzatissimo anche da coloro i quali mai prima di adesso hanno conosciuto la storia dei fratelli Snake e dei Metal Gear. Sarà l'essenza di MGS: il meglio di tutti i capitoli lo troverete proprio qui, nel quarto, amalgamati insieme alla perfezione. 
Un capolavoro, nient altro d'aggiungere, anche perchè è uno di quei giochi che mertia di essere giocato senza troppi consigli e senza leggerne troppo a riguardo, anche al fine di non rovinarne l'esperienza. Quindi che aspettate? Siete di fronte al gioco che probabilmente ogni possessore di Playstation 3 dovrebbe avere, e, probabilmente, un validissimo motivo (insieme ad altri chiaramente) di acquistarne una. Quando il gioco vale la candela, o, meglio, la console. Grazie Hideo.  
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